Generalmente, ho l’inclinazione a tacere sopra quel che è dell’interno. Per un sentimento che ho che le cose interiori, date a conoscere, sono come una bottiglia di liquore che, cavandone il turaccio, si svapora.
In ogni tempesta che potesse sorgere, essendo Egli con noi, niente vi era da temere, anche se Egli finge di dormire.
Il Signore mi chiamò a lui e mi disse: “Voglio stabilire un’opera, un istituto. A quest’impresa voglio te per esterno aiuto. Io farò tutto”


