25 anni di presenza nelle Filippine

Venticinque anni di VITA

25anni

Era il 14 settembre 1993, Festa dell'Esaltazione della croce, quando sr Luisalma Loreggia, sr Rosetta Ruggin e sr Carla Costanzi hanno preso il largo e sono salite sulla barca di Gesù verso le Filippine. 
25 anni di vita, di lavoro, di donazione, di offerta hanno dato questi frutti: li abbiamo sotto gli occhi del cuore, tutte!
E la nostra risposta è un grazie sincero alla Santa Famiglia, a loro tre pioniere _ poi si sono aggiunte GiannaRosa e Dionizia_ e a tutte le nostre Sorelle filippine, che si sono fidate di noi e sono salite sulla stessa nostra barca!
Grazie di cuore, care Sorelle!
E continuiamo a remare con entusiasmo, come in quel 14 Settembre 1993!


La festa del venticinquesimo di presenza in terra filippina è stata un'esplosione di gioia.
E' iniziata con la S. Messa in parrocchia alle ore 10, presieduta da Padre Romolo con la Chiesa gremita dalle dai bambini, dai giovani e dalle famiglie dei progetti di Un mondo di speranza onlus.
Questa Festa ci unisce ancor di più nel Ringraziamento al Signore, nel sentirci umili strumenti nelle sue mani, sicure del suo continuo Amore.

Celebr 1 Celebr 2 Celebr 3 Celebr 4 Celebr 5

Nel pomeriggio la festa è continuata con i canti e i balli dei vari gruppi di bambini, giovani e mamme dei progetti: BRAVISSIMI!

25anni 1 25anni 2 25 4 IMG 1537069944229 25anni 5

Prima Professione di Lorelei Tabio

Prefessione Religiosa

L’8 settembre 2018 nella parrocchia di San Giovanni Maria Vianney a Silang, nelle Filippine, ha fatto la Prima Professione Lorelei Tabio.

Le Sorelle della Sacra Famiglia, insime alla famiglia di Lorelei gioiscono e ringraziano il Signore.

IMG 1537069889769

 IMG 20180908 WA0023

Nuovo Consiglio generale

Image 1

Giovedì 5 luglio, sotto la guida dello Spirito, è stato eletto il nuovo Consiglio generale composto da queste Sorelle:

Madre sr. Rita Boni
Vicaria sr. Marinete Pereira da Silva
sr. Alessandra Veronesi
sr. Giulia Telese
sr. Gabriella Montoli.

Lo Spirito continui la sua missione nel consigliarle, sorreggerle, accompagnarle in questo servizio di guida.

Importante visita alla biblioteca Naudet

Il 27 giugno 2018 la commissione cultura del comune di Verona ha fatto visita alla Biblioteca Naudet.

2018 06 26 At 20.22.23
2018 06 26 At 20.23.33

2018 06 26 At 20.22.23
2018 06 26 At 20.23.33
2018 06 26 At 20.22.57
2018 06 26 At 20.23.34
2018 06 26 At 20.23.56
2018 06 26 At 20.23.57

Inizio del 40° Capitolo generale

Capitolo

OGGI, 24 GIUGNO 2018, INIZIA IL NOSTRO 40° CAPITOLO GENERALE
Ogni Capitolo è un evento di grazia, perché in esso il Signore continua a parlare e a prendersi cura di quella porzione del popolo di Dio che è ogni Famiglia religiosa.
“La nostra vita, la vita delle nostre Comunità e la vita delle nostre missioni è quindi interpellata direttamente a riscoprire e coltivare il dono della fede che sempre lascia il primato all’iniziativa di Dio, l’Unico che ci fa leggere la storia umana 
e le storia personali con gli occhi del Risorto, coscienti che solo Dio scruta in profondità le realtà e l’intimo di ogni essere umano.” 
Siamo invitate a guardare il passato con gratitudine; vivere il presente con passione e progettare il futuro con speranza e coraggio.

 

IMG 20180624 WA0001IMG 20180624 WA0002IMG 20180624 WA0003

Incontri in preparazione al 40° Capitolo generale

 

 

LE RELAZIONI INTERPERSONALI COME SPAZIO DI ACCOGLIENZA E DI PROMOZIONE RECIPROCA

 Sabato 16 giugno il Consiglio ha organizzato un incontro precapitolare aperto a tutte le sorelle con lo scopo di far partecipare non solo le capitolari, ma aperto a tutte sulla comprensione e condivisione di un tema che da’ il “la” al nostro modo di vivere le relazioni.

  1. P. Amedeo Cencini, da esperto qual e’, ci ha guidate nella mattinata, offrendoci dapprima una visuale nuova e diversa emersa dal Concilio. Nella seconda parte e’ entrato piu’ concretamente nella realta’ quotidiana del nostro rapportarci.

Lo spartiacque derivato dalla visione conciliare della Chiesa ci offre un “frutto” di cristianita’ che sa di piccolo resto, ma convinto. Se prima la chiesa era piena poteva esserlo anche per una certa ‘imposizione’ sociale; ora sara’ piu’ vuota che piena, ma chi frequenta lo fa per convinzione personale.

La Fede non puo’ mai essere una imposizione, ma UN DARE RAGIONE DELLA SPERANZA CHE E’ IN NOI. Come diceva Paolo VI “servono piu’ i testimoni dei maestri”. Percio’ lo Stile di vita assume un’importanza fondamentale.

Entrando nella realta’ del nostro vivere insieme diventa basilare capire cosa vuol dire condividere. Di cosa parliamo tra noi? Dovrebbe essere normale condividere la Fede, la Parola, il Signore che ci ha scelto e che noi abbiamo scelto.

  • Integrazione del bene: noi cresciamo se riusciamo a integrare tutto il bene che c’e’ attorno a noi, in ciascuna sorella prima e poi in ciascuna persona. Circolazione dei beni.

* Collatio: condivisione della Parola di Dio

* Progetto comunitario

* Discernimento comunitario

*Ministero della promozione fraterna

 Integrazione del male: perche’ non rimanga ‘male’ occorre elaborarlo attraverso un cammino di purificazione che ci porta a perdonare e a chiedere perdono.

*la correzione fraterna, deriva da cum regere + reggere insieme

*la revisione di vita: devo dire il mio male perche’ ho appesantito la comunita’, posso

confessare il mio prccato senza essere lapidato e nello stesso 

io mi rendo disponibile a portare il peso dell’altra.            

 

 

Le case di Maria

Un nuovo appuntamento dei percorsi di bellezza, sabato 26 maggio 2018, nella chiesa di San Domenico al Corso per celebrare Maria nel mese a lei dedicato e il compleanno della beata Leopoldina Naudet.

case di Maria 26 maggio 2018

Le comunità mostrino ai giovani la differenza cristiana

È necessario che le comunità mostrino ai giovani la differenza cristiana

riportiamo questo articolo di Enzo Bianchi pubblicato in http://www.monasterodibose.it

L'Osservatore Romano 25 aprile 2018

giovaniI giovani fanno richieste non scontate né rivoluzionarie, ma pacate e determinate. Ciò che emerge come urgente per i giovani di oggi è la ricerca del senso dell’esistenza. Ricerca che si è fatta faticosa e difficile e che avviene ormai lontano dai percorsi indicati dalle religioni e soprattutto lontano da un itinerario di fede, perché proprio la fede non è stata loro trasmessa dalla generazione precedente     leggi tutto

Primo anniversario di Beatificazione di Leopoldina Naudet

Anniversario Beatificazione

 Erano le 16,00 del 29 aprile del 2017, nella Basilica di Sant'Anastasia, quando il Card. Angelo Amato ha dichiarato Beata Leopoldina Naudet, fondatrice delle Sorelle della Sacra Famiglia.
Una "fiumana di persone" - sono le parole del Vescovo Giuseppe Zenti - hanno invaso la Basilica e hanno condiviso la preghiera, la gioia e la festa.
Per questo desideriamo celebrare il primo anniversario di questo grande dono che il Signore ha fatto a noi, Sorelle della Sacra Famiglia, alla chiesa e al mondo intero per dire, ancora una volta, che Leopoldina Naudet è una donna di ieri che testimonia oggi la sua fede e il suo amore per il Signore e per ogni Sua creatura.


20 Celebrazione 29 aprile 2018

Questa sera, noi Sorelle della Sacra Famiglia, abbiamo un motivo particolare per ringraziare il Signore: quello del primo Anniversario della Beatificazione della nostra Fondatrice Madre Leopoldina Naudet, avvenuta lo scorso anno nella Basilica di Santa Anastasia.

Lo facciamo  qui in Cattedrale, con l’Eucarestia presieduta dal nostro Vescovo, come segno di unità e di comunione con la Chiesa che è in Verona, che ha accolto Madre Leopoldina e dove lei ha compiuto il suo cammino di donna consacrata, impegnata, nella preghiera e nella contemplazione, e allo stesso tempo, nel servizio di educazione, di formazione, di istruzione e di spiritualità per le giovani e le donne del suo tempo, collaborando con i Fondatori e Fondatrici, soprattutto con Santa Maddalena di Canossa e San Gaspare Bertoni.

Mentre ringraziamo il Signore, chiediamo la sua intercessione per la Chiesa e per tutti  noi.

 

 


leopoldina docufilm

 

PUBBLICAZIONE FILM DOCUMENTARIO SU LEOPOLDINA / DA OGGI ONLINE (canale YouTube “Leopoldina Naudet”)
In occasione del primo anniversario della Beatificazione di Leopoldina Naudet, annunciamo la pubblicazione del primo film documentario sulla storia e la spiritualità della fondatrice dell’Istituto Sorelle Sacra Famiglia.
Buona visione
Leopoldina Naudet, la storia, la spiritualità
https://www.youtube.com/watch?v=b8dmYi5Fcgs&t=2254s

Giornata di preghiera per le vocazioni

Veglia Vocazionale CATTEDRALEDammi un cuore che ascolta

Domenica 22 aprile 2018, si terrà la 55ª Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. Le comunità cristiane, radunate nel giorno del Signore attorno alla Parola e all’Eucarestia, potranno rendere grazie a Dio e chiedere a Lui nuove vocazioni. Questa Giornata fu istituita nel 1964 da Paolo VI che così la commentava: «La presente domenica, che nella Liturgia Romana prende dal Vangelo il nome del Buon Pastore, veda dunque unite in un unico palpito di preghiera le schiere generose dei cattolici di tutto il mondo, per invocare dal Signore gli operai necessari alla sua messe». E invitava: «Si alzi dunque al Cielo la nostra preghiera: dalle famiglie, dalle parrocchie, dalle comunità religiose, dalle corsie degli ospedali, dallo stuolo dei bimbi innocenti, affinché crescano le vocazioni, e siano conformi ai desideri del Cuore di Cristo».
La Chiesa di Verona desidera quest’anno prolungare il tempo di questo speciale invocazione in un’intera settimana di preghiera per le vocazioni (15-22 aprile) che coinvolga tutte le comunità e le fasce di età. A guidarci sarà la tematica annuale proposta alla Chiesa Italiana dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni: “Dammi un cuore che ascolta” (1Re 3,9). Don Michele Gianola, direttore dell’Ufficio Nazionale, la spiega così: «Vuole sottolineare con forza l’attitudine all’ascolto e al discernimento vocazionale, tipica della Tradizione e dell’azione pastorale della Chiesa, in sintonia con l’ormai prossimo Sinodo dei Vescovi dal tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. È la preghiera che ciascun credente può ripetere per orientare il proprio cuore ad ascoltare la voce dello Spirito che dal profondo “attesta al nostro spirito che siamo figli di Dio” (Rm 7,16) e restituisce la nostra vera identità. Possa essere la preghiera di ogni giovane, chiamato a diventare signore della propria vita (cf 1Re 3,7) e intuire così il luogo in cui spenderla, alla sequela di Gesù, unico Signore e Maestro, nel servizio dei fratelli. Lo Spirito consenta loro di attraversare il timore del considerare come possibili anche scelte orientate alla vita consacrata e al ministero ordinato».

don Luca Passarini,
direttore Centro Diocesano Vocazioni

Scarica la veglia di preghiera

Quaresima: dolce rimedio

Messaggio di Papa Francesco per la Quaresima 2018quaresima

Papa Francesco scrive:
"Cari fratelli e sorelle, ancora una volta ci viene incontro la Pasqua del Signore! Per prepararci ad essa la Provvidenza di Dio ci offre ogni anno la Quaresima, «segno sacramentale della nostra conversione», che annuncia e realizza la possibilità di tornare al Signore con tutto il cuore e con tutta la vita."

Prosegue descrivendo alcuni mali presenti e indica "che la Chiesa, nostra madre e maestra, assieme alla medicina, a volte amara, della verità, ci offre in questo tempo di Quaresima il dolce rimedio della preghiera, dell’elemosina e del digiuno."

Leggi tutto il messaggio

Festa della Santa Famiglia

Sacra FamigliaIl 30 dicembre alle ore 16, nella S. Messa della vigilia della Festa della Santa Famiglia, presieduta dal Vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti, è stata celebrata l'indizione del 40° Capitolo generale delle Sorelle della Sacra Famiglia che si terrà nella casa di San Zeno di Montagna dal 24 giugno al 15 luglio 2018.
vedi Lettera di indizione

Nella Messa abbiamo anche ricordato le Sorelle che nell'anno 2017 hanno celebrato 25, 50, 60 anni di consacrazione al Signore.

 

 

 

 

 

IMG-20180103-WA0000
IMG-20180103-WA0001
P 20171230 160206
P 20171230 160216
P 20171230 171227
P 20171230 171232
P 20171230 171300
P 20171230 171333
P 20171230 171336
P 20171230 171359
P 20171230 171406

40 anni di presenza ad Itararé

Sorelle della Sacra Famiglia e laici in festa per 40 anni di presenza

Il 9 novembre 1977 "riprende timidamente" la nostra presenza missionaria in Brasile, a Itararé,  nello stato di San Paolo, in collaborazione con i Padri Stimmatini. Dopo l'imprevista e drammatica morte di Madre Armida a Santa Luzia con la conseguente chiusura di quella comunità, sr Giselda e sr Adriana possono ricominciare il loro servizio missionario, interrotto improvvisamente nel Maranhão.

Dopo 20 anni viene costituita l'Associazione dei Laici della Sacra Famiglia. IMG 20171107 WA0004
Per l'occasione anche alcuni laici di Zé Doca si sono uniti per celebrare e ringraziare il Signore.

La Beata Madre Leopoldina accompagni e vegli su tutti.

 

 

 

 

 

IMG-20171108-WA0021
IMG-20171111-WA0008
IMG-20171111-WA0010
IMG-20171111-WA0014
IMG-20171111-WA0016
IMG-20171111-WA0018

9 novembre

Anniversario di fondazione

Come oggi, 201 anni fa Leopoldina trova una casa dove finalmente realizzare il suo sogno. Oggi il SOGNO è affidato a noi Sorelle della Sacra Famiglia e con il Signore lo porteremo avanti.

IMG 20171109 WA0005

Professione perpetua di sr Racelyn

Il 28 dicembre nella parrocchia delle Cinque Piaghe, sister Racelyn Autentico, ha fatto la sua Professione Perpetua dicendo di voler vivere per sempre a completo servizio di Dio e dei fratelli secondo la Regola di Vita delle Sorelle della Sacra Famiglia.

Madre Leopoldina dal cielo e tutte le Sorelle gioiscono di questo dono.

Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn
sr-Racelyn

Prima Professione religiosa di sr Agnes

Il 14 ottobre 2017, a Silang nelle Filippine c'è stata la Prima Professione religiosa di sr Agnes Bonggot.
Tutte le Sorelle sono in festa e ringraziano il Signore.

sr Agnes
sr Agnes
PROF AGNES
PROF AGNES
PROF AGNES
PROF AGNES
PROF AGNES
PROF AGNES
PROF AGNES
PROF AGNES
PROF AGNES

17 Agosto

Dopo la Beatificazione di Leopoldina Naudet, avvenuta il 29 aprile 2017, la Chiesa ha stabilito che si celebri liturgicamente la sua memoria ogni anno il 17 agosto.

17 agosto - celebrazione Leopoldina Naudet

Beatificazione Leopoldina Naudet

 

leopoldina Beatificazione logo light

Il 29 aprile 2017, nella Basilica di Sant'Anastasia, alle ore 16, viene beatificata Leopoldina Naudet, fondatrice delle Sorelle della Sacra Famiglia.

Tutta la Chiesa gioisce per questa nuova beata che viene additata come esempio di vita cristiana e insieme volgiamo fare festa.

Vai alla locandina

La celebrazione della beatificazione è anticipata da una serata, venerdì 28 alle ore 21, di testi e immagini, di ascolto e meditazione sulla figura della nuova Beata. 

Vai alla locandina

Madre Leopoldina Naudet BEATA!

leopoldina Beatificazione logo light

Siamo liete di comunicare che Papa Francesco, ieri, 21 dicembre 2016, ha promulgato il decreto di beatificazione della nostra Madre Fondatrice

La celebrazione della beatificazione sarà il 29 aprile 2017 nella basilica di Sant'Anastasia, presieduta dal Cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione dei santi.

La nostra gioia è grande e con Maria diciamo: "Magnificat!"

Linguaggio del silenzio

l silenzio non è assenza di comunicazione, ma un altro modo di dire, di comunicare, e per questo rimane in una irrinunciabile correlazione con la parola. Il silenzio non è l’opposto della parola, ma è il contesto in cui la parola si iscrive, ciò che la contiene, appunto. È, per utilizzare un’immagine, il foglio bianco su cui la parola si staglia e che dà spessore al colore della parola.

 C’è tra la parola e il silenzio un doppio rapporto che li vivifica entrambi: si passa continuamente dal silenzio alla parola e dalla parola al silenzio. Essi si custodiscono a vicenda: il silenzio precede e segue la parola; esso è sempre “al di là della parola o in attesa della parola, ma comunque in relazione dialettica con la parola stessa”.

 Innanzitutto il silenzio è ciò che genera la vera parola, è come il primo atto della comunicazione. Il silenzio, poi, custodisce e dà spessore alla parola. È un’occasione di interiorizzazione, insegna ad amare la parola detta o che vorremmo dire, “insegna ad amare la parola pensata”. Infine, il silenzio ricorda che la parola umana resta comunque limitata: non tutto può essere detto, e a volte non si può che tacere.

 Il rapporto è però reciproco: se la parola ha bisogno del silenzio, anche quest’ultimo ha bisogno della parola. La fecondità del silenzio, la sua efficacia, è nella sua capacità di fare spazio alla parola che lui stesso poi deve portare e spiegare. Se il silenzio non si fa attenzione, tensione verso la parola, accoglienza, rischia di trasformarsi presto in luogo sterile.

 Tra il silenzio e la parola si deve instaurare una sorta di antagonismo, in cui nessuno dei due deve prevalere sull’altro e, istante dopo istante, sarà necessario chiedersi a chi dei due tocca, in quel frangente, avere la meglio, secondo quella regola aurea che Gregorio di Nazianzo ci offre laddove dice: “Parla solo se hai da dire qualcosa che valga più del silenzio”. E un detto della tradizione sufi sembra fargli eco: “Se la parola che stai per pronunciare non è più bella del silenzio, non dirla”.

 Il prodigio del silenzio è giungere a parlare tacendo, a essere espressivi senza usare le parole, ad avere una vita silenziosamente eloquente … Il silenzio è un modo diverso di comunicare e, più in profondità, un modo diverso di essere... e di vivere. I padri del deserto l’avevano ben compreso quando consideravano il silenzio una forma di estraneamento. Il silenzio è quel linguaggio per cui, in un incontro, uno sguardo potrà bastare a dire ciò che le parole non possono più dire. È l’esperienza degli innamorati o degli amici.

 Il silenzio affina lo sguardo e rende eloquenti i volti. Questi si fanno un invito costante rivolto all’altro perché venga a noi e dimori presso di noi; esprimono desiderio e attesa dell’incontro.

 Il silenzio è in definitiva uno scambio di presenze, anziché di parole. Nulla più di uno sguardo o di un gesto silenzioso a volte sa narrare l’amore per una persona. Ricordiamo anche l’episodio dell’unzione di Betania (cf. Mc 14,3-9), dove una donna, senza proferire parola, si avvicina a Gesù e gli unge il capo di olio profumato.

 I discepoli parlano e protestano contro di lei, e anche Gesù parla per difenderla; la donna, invece, non dice una parola, neppure per difendersi dalle accuse: il suo gesto è più che eloquente, e non è possibile dire di più, neppure per spiegarsi di fronte a chi non l’abbia compreso... Essendo un linguaggio discreto, infatti, il silenzio a volte ingenera il timore che esso non venga compreso, che sia inefficace. Ma si tratta di una paura infondata, poiché ciò che è vero, anche se discreto, prima o poi è compreso. Se il linguaggio che usiamo ha in sé vita, anche se silenziosa, questa a suo tempo si rivelerà.

 Il silenzio autentico è in definitiva un altro linguaggio; non è vuoto, incapacità di parlare o rifiuto; tutt’altro! Esso è abitato da una parola viva e vivace, che attende di essere detta, ma in altro modo; per questo, il silenzio vero è pregno di attenzione, di tensione e di accoglienza.

Sabino Chialà

 (articolo tratto da sperarepertutti.typepad.com)

Enzo Bianchi: mai più nulla sarà come prima

Repubblica,7 febbraio 2016, di ENZO BIANCHI

LEGGI LA DICHIARAZIONE COMUNE

kirill francesco

Tutte le chiese erano certe che in un futuro imprecisato il papa di Roma avrebbe incontrato il patriarca di Mosca e di tutta la Russia, l’unico primate della chiesa ortodossa che in cinquant’anni di incontri ecumenici e di viaggi in diverse nazioni aveva sempre dilazionato il faccia a faccia con il papa. Tutti i patriarchi e i primati delle chiese ortodosse e di quelle orientali avevano scambiato l’abbraccio con il patriarca d’Occidente, ma il patriarca russo no.

Sono stati cinquant’anni di attesa, nei quali però c’era chi continuava silenziosamente ma caparbiamente a lavorare per questo incontro: organi vaticani, centri ecumenici, vescovi ortodossi non attendevano passivamente quest’ora che diventava anche urgente, per il sorgere del problema di cristiani cattolici, ortodossi e orientali perseguitati e spesso cacciati dal medio oriente e per l’ormai incontestabile bisogno di una voce unanime capace di levarsi con autorevolezza nella nuova situazione europea, segnata soprattutto da secolarizzazione e indifferentismo religioso. Ed ecco che ieri l’impossibile è avvenuto grazie alla santa risolutezza di papa Francesco, disposto a rinunciare a ogni precondizione e a lasciare che fosse il patriarca Kirillo stabilire i termini dell’incontro: “Io vengo. Tu mi chiami e io vengo, dove vuoi, quando vuoi!”. Parole che resteranno indelebili, come segno di una profonda convinzione e di una capacità di umiltà che rinuncia ai riconoscimenti, al protocollo, a quella che si sarebbe detta la “verità cattolica” dell’autorità del papa.

E così l’incontro è avvenuto in modo inedito: nessuno dei protagonisti ha avuto accanto a sé il suo popolo ad applaudirlo, non c’è stato nessun mega-evento ecclesiale, nessuna liturgia né sfarzose cerimonie. È avvenuto l’essenziale: il faccia a faccia tra Francesco e Kirill, l’abbraccio tanto aspettato, il dialogo di quasi due ore tra fratelli che mai si erano incontrati ed erano divisi da quasi un millennio. I temi del dialogo non coincidono pienamente con quelli della dichiarazione congiunta finale, che è un’attestazione della preoccupazione dei due capi di chiesa. Certo hanno parlato innanzitutto dell’ecumenismo del sangue che è testimonianza, martirio da parte delle loro rispettive chiese; hanno guardato al medio oriente attraversato da violenze, terrorismo e guerre che fanno fuggire i cristiani; hanno discusso della testimonianza comune in un mondo non-cristiano. Ma hanno parlato anche di altri temi: dell’urgente rappacificazione tra chiese in Ucraina, del rifiuto dell’uniatismo e del proselitismo, dell’accettazione del diritto dei greco-cattolici a esistere e vivere accanto agli ortodossi, dei rapporti tra la chiesa di Roma e l’ortodossia tutta, del dialogo teologico bilaterale che procede con difficoltà… La dichiarazione comune potrebbe anche sembrare deludente, ma è un approdo al quale mai era giunta la chiesa ortodossa russa. Ed è significativo che, accanto alla difesa delle esigenze di giustizia, si trovino temi ritenuti decisivi da entrambe le parti, come l’etica familiare e la difesa della vita.

In ogni caso, ciò che è decisivo è che l’incontro è avvenuto, e ormai nulla sarà più come prima tra le due chiese. Molti riducono questo evento a un fatto di politica ecclesiale e, quando ne scrivono, non riescono a leggerlo in profondità, perché sono solo esperti di diplomazia ecclesiastica; ma in verità – e credo di dirlo conoscendo bene la situazione e le parti in causa – ciò che ha determinato l’incontro e gli dà il significato decisivo è la volontà del ristabilimento della comunione. Questa passione e questa santa ossessione ormai la conosciamo bene in Francesco; ma chi conosce Kirill sa che anche lui è convinto di tale cammino, da autentico discepolo del metropolita Nikodim morto tra le braccia di Giovanni Paolo I in Vaticano nel 1978, mentre gli esponeva la reale situazione dei cristiani nell’URSS. Non si dimentichi che Nikodim venne più volte in occidente, e anche a Bose, per una testimonianza comune sulla pace allora minacciata, e che Kirill, sempre a Bose, ha partecipato agli incontri tra cattolici e ortodossi, sostenendoli in modo risoluto.

Un lungo cammino quello che si è concluso ieri, del quale non riusciamo ancora a valutare l’importanza e le possibilità aperte per l’avvenire. Kirill ha mostrato di essere quello che conoscevamo di lui: un primate convinto della necessità della sua azione ecumenica per tutte le chiese ortodosse, dell’urgenza di una collaborazione con il patriarcato ecumenico di Costantinopoli e di una riconciliazione con la chiesa cattolica. Alcuni non possono leggere questo evento senza pensare a una regia politica di Putin e arrivano a contestare questo incontro, definendo ingenuo il papa. Ma Francesco è un visionario, non vuole che la chiesa viva di tattiche e di strategie, ma crede nella dinamica della storia e nella bontà dell’uomo su cui riposa sempre la chiamata di Dio. Perciò non teme, ma audacemente costruisce ponti anche dove profondo è l’abisso e largo il fiume che separa le due rive. 

Contemplate: terza lettera per la Vita Consacrata

CONGREGAZIONE PER GLI ISTITUTI DI VITA CONSACRATA E LE SOCIETÀ DI VITA APOSTOLICA

Città del Vaticano, 4 dicembre 2015

La Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica è lieta di annunciare la pubblicazione della terza Lettera circolare nell’Anno della Vita Consacrata: Contemplate. Ai consacrati e alle consacrate sulle tracce della Bellezza, edita dalla Libreria Editrice Vaticana.

È l’invito a tutti i consacrati a vivere la dimensione contemplativa nelle tante occupazioni della vita quotidiana, a riscoprire la vita di relazione con Dio per guardare con i Suoi occhi l’umanità e il creato: «La dimensione contemplativa diventa indispensabile, in mezzo agli impegni più urgenti e pesanti. – sottolinea Papa Francesco in un’omelia nella cappella della Domus Sanctae Marthae – E più la missione ci chiama ad andare verso le periferie esistenziali, più il nostro cuore sente il bisogno intimo di essere unito a quello di Cristo, pieno di misericordia e di amore» (Francesco, Meditazione mattutina nella cappella della Domus Sanctae Marthae, 22 maggio 2015).

Dopo le due lettere Rallegratevi e Scrutate continua – con la terza Lettera – il percorso di riflessione sulla Vita consacrata, che si snoda sul fil rouge del libro del Cantico dei Cantici: «Portare lo sguardo nel profondo del nostro vivere, – si legge nell’introduzione – chiedere ragione del nostro pellegrinare alla ricerca di Dio, interrogare la dimensione contemplativa dei nostri giorni, per riconoscere il mistero di grazia che ci sostanzia, ci appassiona, ci trasfigura».

All’inizio dell’Anno giubilare, il testo richiama ciascuno alla ricerca di Gesù, Volto della misericordia del Padre, e traccia un cammino da percorrere: «Ogni consacrata e ogni consacrato è chiamato a contemplare e testimoniare il volto di Dio come Colui che capisce e comprende le nostre debolezze (cf. Sal 102), per versare il balsamo della prossimità sulle ferite umane, contrastando il cinismo dell’indifferenza» (Contemplate, 59).

La Lettera circolare è stata presentata mercoledì 16 dicembre alle ore 17.00 presso la Pontificia Università Urbaniana.

Congresso internazionale per formatori/formatrici

Dal 7 al 11 aprile 2015, all’interno dell’anno della Vita Consacrata, si è tenuto a Roma il Congresso internazionale per i formatori/formatrici degli Istituti di Vita Consacrata.

Qui di seguito riportiamo le relazioni che si sono tenute.

PDF downloading icon red JOSÉ RODRÍGUEZ CARBALLO
LA FORMAZIONE DEL CUORE

PDF downloading icon redAMEDEO CENCINI
Finchè non sia formato Cristo in voi

PDF downloading icon red LOLA_ARRIETA.pdf
Il processo di formazione: unificazione in Cristo per il mondo

PDF downloading icon red LOLA ARRIETA
MC GUIRE

PDF downloading icon red MICHELINA TENACE
Ruolo del/della Formatore/Formatrice. Formazione vocazionale: processo di maturazione (A) o di infantilizzazione (B). Cambiamento pedagogico dal sapere CHE COSA al sapere COME FARE.

PDF downloading icon red RICARDO VOLO PÉREZ
«Abbiate gli stessi sentimenti di Cristo Gesù (Fil 2,5). Col cuore di Cristo sulle strade del mondo».

PDF downloading icon red RICARDO VOLO PÉREZ
Lo stile formativo di Gesù con i suoi discepoli

La tentazione della doppia vita

 Nell'omelia del 6 novembre a Santa Marta, Papa Francesco dà delle indicazioni molto forti riguardo lo stile di vita di chi sceglie Gesù Cristo. Non sono indicazioni rivolte solo ai preti e ai vescovi, ma anche a noi.

200 anni di vita

Bicentenario di fondazione delle Sorelle della Sacra Famiglia  

IMG 8045 1

Come racconta la cronaca dell'Istituto il 9 novembre 1816, dopo otto anni di collaborazione con l'Opera di Santa Maddalena di Canossa al monastero dei Santi Giuseppe e Fidenzio, nel rione di San Zeno, Leopoldina Naudet si trasferisce con il suo gruppetto nell'ex monastero si Santa Teresa in piazza Cittadella e inizia l'avventura delle Sorelle della Sacra Famiglia.

Dopo duecento anni di vita siamo qui a celebrare la bontà del Signore che ha voluto questo Istituto e, nella sua grande misericordia, l'ha condotto fino a noi.

Per questo vogliamo vivere quest'anno nel segno della gratitudine, per la storia che il Signore ha costruito con le Sorelle che ci hanno precedute e per la storia che vorrà ancora costruire con noi.


Ultimi avvenimenti - novembre

Presentazione della nuova biografia di Madre Leopoldina

Solenne celebrazione, insieme ai Padri Stimmatini, del Bicentenario presieduta dal Vescovo di Verona Mons. Giuseppe Zenti.


24 settembre 2016

Concerto nella Chiesa di San Domenico

Concerto


10 settembre 2016
PELLEGRINAGGIO A ROMA DA PAPA FRANCESCO

Scarica la locandina per vedere il programma


31 maggio 2016 compleanno di Madre Leopoldina
24 Ore per il signore

large ostensorio

Lettera circolare della Madre e del Consiglio

Schema di preghiera per l'adorazione: Un GRAZIE lungo 200 anni


 Festival biblico 

All'interno del Festival Biblico che si tiene dal 19 al 29 maggio a Vicenza, Padova, Verona, Rovigo e Trento, siamo presenti anche noi dando spazio accogliente  

alla conferenza:
"Sia fatta prima ogni giustizia": donne e Bibbia
[vai al sito]

visita guidata alla Biblioteca Naudet
[vai al sito]


 

Ritiro Spirituale Sorelle della Sacra Famiglia e Stimmatini

27 febbraio 2016

Vedi il programma

Ritiro Sorelle e Stimmatini

Il ritiro è stato molto bello, spirituale e fraterno. Speriamo non passino altri 200 anni per avere altri momenti cosi!

Qui sotto le due meditazioni 

Leopoldina Naudet

Il canto della misericordia: sr Domitilla Schiesaro

bertoni Bertoni e misericordia: p. Claudio Montolli

Apertura del Bicentenario:

Solenne Eucarestia presieduta da Dom Carlo Ellena, Vescovo emerito di Zé Doca - MA - Brasil.
Ore 17,00 nella Cappella della Casa Madre in Via Fontane di Sopra, 2 - San Giovanni in Valle - Verona.
Clicca qui per vedere la locandina


 Articolo pubblicato dal settimanale diocesano VERONA FEDELE

articolo VF1


 CELEBRAZIONE IN CASA MADRE

IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG
IMG


dal sito della parrocchia http://paroquiacatedralsantoantoniozd.blogspot.it

Fratel Enzo Biemmi alla Vita Consacrata

Fratel Enzo Biemmi alla celebrazione della giornata della Vita Consacrata 
Basilica di San Zeno - Verona, 2 febbraio 2015

2 febbraio 2015 San ZenoLa vita consacrata, una profezia nel segno della debolezza
fr Enzo Biemmi

La liturgia che stiamo vivendo ci fa ripercorrere la storia di ogni credente. Questa storia ha un inizio: «Dio ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue»; ha un centro, la Parola, che come spada a due tagli rimprovera per averlo dimenticato e rimette in cammino; ha un punto di arrivo, la vita vissuta secondo la grazia ricevuta. Il battistero, l’ambone e la piazza sono i tre luoghi nei quali la fede ha il suo inizio, la sua costante ripresa, il suo frutto. Ogni credente è chiamato a percorrere questo cammino nella forma che lo Spirito gli concede per dono. La forma che lo Spirito concede alla vita consacrata ci viene ricordata in questa celebrazione con una parola: “profezia”. «Beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia e custodiscono le cose che vi sono scritte: il tempo infatti è vicino».

Leggi tutto: Fratel Enzo Biemmi alla Vita Consacrata

Preghiera alla Santa Famiglia di Papa Francesco

GIORNATA DELLA FAMIGLIA

Alla fine della celebrazione della Santa Messa per la Giornata della Famiglia, tenutasi domenica 27 ottobre 2013 sul Sagrato della Basilica Vaticana in occasione dell'Anno della Fede, e prima dell'Angelus il Papa ha elevato una preghiera alla Santa Famiglia.

Gesù, Maria e Giuseppe
a voi, Santa Famiglia di Nazareth,
oggi, volgiamo lo sguardo
con ammirazione e confidenza;
in voi contempliamo
la bellezza della comunione nell'’amore vero;
a voi raccomandiamo tutte le nostre famiglie,
perché si rinnovino in esse le meraviglie della grazia.>

Santa Famiglia di Nazareth,
scuola attraente del santo Vangelo:
insegnaci a imitare le tue virtù
con una saggia disciplina spirituale,
donaci lo sguardo limpido
che sa riconoscere l’opera della Provvidenza
nelle realtà quotidiane della vita.

Santa Famiglia di Nazareth,
custode fedele del mistero della salvezza:
fa’ rinascere in noi la stima del silenzio,
rendi le nostre famiglie cenacoli di preghiera
e trasformale in piccole Chiese domestiche,
rinnova il desiderio della santità,
sostieni la nobile fatica del lavoro, dell’educazione,
dell’ascolto, della reciproca comprensione e del perdono.

Santa Famiglia di Nazareth,
ridesta nella nostra società la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
bene inestimabile e insostituibile.
Ogni famiglia sia dimora accogliente di bontà e di pace
per i bambini e per gli anziani,
per chi è malato e solo,
per chi è povero e bisognoso.

ALMANACCO LITURGIGO

 
stemma fondo traspContattaci - News - CalendarioInformativa Privacy e Cookie

Congregazione delle Sorelle della Sacra Famiglia
Via Fontane di Sopra, 2 - 37129 Verona
Tel: 045.80.03.718
logo un mondo di speranza